La crepa

passivo

È un aggettivo che in filosofia si porta dietro secoli di svalutazione: passivo è chi subisce, contrapposto ad attivo, che è chi fa. Qui la contrapposizione non regge, e conviene disinnescarla subito. La sintesi passiva è la condizione...

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Volume VII · 5. Come si fa un mondo

È un aggettivo che in filosofia si porta dietro secoli di svalutazione: passivo è chi subisce, contrapposto ad attivo, che è chi fa. Qui la contrapposizione non regge, e conviene disinnescarla subito. La sintesi passiva è la condizione dell'attività, e non una sua diminuzione. Nessuno può prestare attenzione a qualcosa che non gli si sia già fatto notare; nessuno può giudicare su un campo che non sia già articolato; nessuno può decidere in un mondo che non sia già familiare. L'attività, in fenomenologia, non è mai prima: risponde sempre a qualcosa che si è già dato. Husserl usa anche la formula pre-dato per ciò che sta in questo strato, e nell'ultima parte della sua opera arriva a parlare di funzionamento anonimo: anonimo non nel senso che sia impersonale: nel senso che nessuno lo firma. La svalutazione del passivo ha una lunga storia — il volume quarto l'ha vista nella coppia attivo-passivo che struttura tutta la teoria della conoscenza moderna — e la fenomenologia genetica è uno dei pochi luoghi in cui viene smontata invece che rovesciata.