patto
L'impegno con cui Dio lega effetti a condizioni senza esservi costretto. Il mondo funziona per promessa mantenuta e non per natura delle cose.
Compare in volume III
Dove viene aperta
Volume III · 19. Dio potrebbe
In latino pactum, o ordinatio: l'accordo, la disposizione stabilita. Nella teologia del Trecento indica il modo in cui Dio ha legato certi effetti a certe condizioni senza esservi costretto. La parola porta con sé un'immagine del mondo da esplicitare, perché è nuova. In una metafisica di nature, le cose funzionano perché sono così: il fuoco scalda per la propria natura, il giusto è giusto per la propria. In una metafisica di patto, le cose funzionano perché così è stato stabilito, e restano affidabili in quanto chi le ha stabilite non cambia. È lo stesso passaggio che il diritto compie in quegli stessi secoli, quando le consuetudini ricavate dall'uso cominciano a essere sostituite da leggi poste da un legislatore. E lo stesso che compirà la fisica, quando parlerà di leggi di natura invece che di nature: una legge è qualcosa che si constata e si formula, non qualcosa che si deduce dall'essenza della cosa. Da qui viene anche la parola con cui l'età moderna spiegherà la società. Se ciò che tiene insieme non è una natura comune ma un accordo, allora lo Stato si fonda su un contratto, e i capitoli sul Seicento del volume quarto raccontano il seguito. Una nota sull'ambiguità. La stessa idea che rende il mondo affidabile lo rende contingente: il patto tiene, ma è un patto. La teologia che ne è uscita ha oscillato per due secoli fra la fiducia assoluta e l'angoscia, e ha prodotto entrambe.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume III · 19. Dio potrebbe
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L'impegno con cui Dio lega effetti a condizioni senza esservi costretto. Il mondo funziona per promessa mantenuta e non per natura delle cose.