La crepa

pluralismo dei valori

La tesi che i beni ultimi siano oggettivi, comprensibili e incompatibili fra loro, sicché ogni scelta politica comporta una perdita reale e non un errore di calcolo.

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Volume VIII · 25. Due libertà

La tesi che Berlin considerava la propria è meno nota della distinzione fra le due libertà, ed è più importante. Ciò che gli uomini hanno considerato buono, dice, è plurale: la libertà, l'uguaglianza, la giustizia, la misericordia, la sicurezza, la lealtà, la verità, la spontaneità, l'ordine. E la scoperta scomoda è che questi beni non stanno tutti insieme. Più uguaglianza richiede meno libertà per qualcuno; la misericordia contraddice la giustizia; la lealtà verso una persona può richiedere di mentire; la spontaneità e l'ordine si escludono a vicenda oltre una certa soglia. Berlin insiste che questo non sia relativismo, e la distinzione è essenziale. Un relativista dice che i valori siano preferenze e che non ci sia nulla da discutere. Berlin sostiene il contrario: che quei valori siano oggettivi, che chiunque possa capire perché siano beni, e che un uomo di un'altra epoca ci risulti comprensibile precisamente perché condividiamo il campo dei fini possibili. Ciò che nega è che siano compatibili, e che esista un metro comune per commisurarli. Ne segue la conseguenza che riguarda tutto questo volume. Se i beni ultimi confliggono, allora ogni scelta politica seria comporta una perdita reale, e non un errore di calcolo che una teoria migliore eviterebbe. Chi promette una società in cui tutti i valori siano realizzati insieme sta promettendo una cosa incoerente; e poiché gli uomini hanno pagato prezzi altissimi per quella promessa, Berlin considera la sua confutazione un servizio pubblico. Il capitolo primo aveva incontrato la stessa tesi in Weber, che la chiamava politeismo dei valori e ne traeva che la scienza non possa scegliere. Berlin ne trae qualcosa di più costruttivo: che il compromesso non sia una mediocrità ma la sola forma decente di convivenza fra persone che tengono a cose incompatibili.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VIII · 25. Due libertà

La tesi che i beni ultimi siano oggettivi, comprensibili e incompatibili fra loro, sicché ogni scelta politica comporta una perdita reale e non un errore di calcolo.