La crepa

porre

setzen

Costituire mediante un atto, non supporre né immaginare. L'Io ponendosi non si trova già lì: si fa essere.

Compare in volume IV

Dove viene aperta

Volume IV · 27. L'io che pone

Il verbo tedesco setzen significa mettere, collocare, e nella terminologia di Fichte diventa il termine tecnico centrale: l'Io pone sé stesso, pone il non-Io. Il senso è più forte del nostro «porre» quotidiano e va precisato. Non significa immaginare, né supporre, né inventarsi qualcosa: significa costituire mediante un atto. Quando l'Io pone sé stesso, non trova sé stesso già lì e ne prende atto — si fa essere. Da questo verbo derivano tre termini che sono diventati il vocabolario di tutta la filosofia tedesca successiva. Setzung, il porre. Gegensetzung, il contrapporre. E la parola che è passata in tutte le lingue europee attraverso Hegel: posizione, opposizione, sintesi. Sull'ultima conviene un avvertimento che vale per i tre capitoli seguenti. Lo schema tesi-antitesi-sintesi, che nei manuali viene attribuito a Hegel, è assente dai suoi testi: la triade compare come formula didattica in un espositore ottocentesco e viene poi retroproiettata. Se una struttura di quel tipo si trova da qualche parte in forma esplicita, è proprio qui, nei tre principi di Fichte, che quei termini li usa davvero.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume IV · 27. L'io che pone

Costituire mediante un atto, non supporre né immaginare. L'Io ponendosi non si trova già lì: si fa essere.