La crepa

potenza assoluta

Ciò che Dio può fare, cioè tutto il non contraddittorio. Non significa arbitrio: è la misura del possibile.

Compare in volume III

Dove viene aperta

Volume III · 12. Che cosa apre una condanna

È la coppia concettuale più fertile del tardo Medioevo, e la più fraintesa. Non significa che Dio possa comportarsi in modo arbitrario, cambiando idea sull'ordine che ha stabilito. Nei teologi che la usano con precisione, la potenza assoluta indica ciò che è assolutamente possibile: il campo del non contraddittorio. La potenza ordinata indica ciò che è effettivamente stabilito. Dio non passa dall'una all'altra: la prima è la misura del possibile, la seconda il fatto. Il valore dello strumento è che permette di dire, senza empietà, una frase difficilissima: le cose stanno così, e potevano stare altrimenti. Questa frase ha una carriera lunga. Nel Trecento serve a smontare le necessità apparenti della fisica e della morale. Nel Cinquecento riemerge nella teologia della grazia. Nel Seicento diventa la distinzione fra verità necessarie e verità contingenti, che sarà il cardine di Leibniz — e il modo in cui Hume dirà che nessuna congiunzione osservata è necessaria è, tolta la teologia, la stessa mossa. Nella logica del Novecento la si ritrova sotto un nome tecnico: un mondo possibile è ciò che la potenza assoluta poteva realizzare, e il mondo attuale è la potenza ordinata. Con un rovesciamento: l'idea nasce per fare spazio a Dio, e finisce per fare spazio all'esperienza. Se il mondo poteva essere diverso, bisogna andare a vedere com'è.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume III · 12. Che cosa apre una condanna

Ciò che Dio può fare, cioè tutto il non contraddittorio. Non significa arbitrio: è la misura del possibile.