pragmatismo
Peirce introdusse il termine nei suoi corsi degli anni Settanta e non lo pubblicò per vent'anni. Quando finalmente comparve a stampa, nel 1898, a metterlo in circolazione fu William James, che ne fece la bandiera di un movimento. Peirce non...
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Volume V · 15. Come rendere chiare le nostre idee
Peirce introdusse il termine nei suoi corsi degli anni Settanta e non lo pubblicò per vent'anni. Quando finalmente comparve a stampa, nel 1898, a metterlo in circolazione fu William James, che ne fece la bandiera di un movimento. Peirce non era contento. Riteneva che James avesse allargato la massima fino a farne una teoria della verità come utilità, cioè una cosa diversa e a suo avviso sbagliata: la sua massima riguarda il significato dei concetti, non che cosa renda vera una proposizione, e gli effetti pratici che le dànno senso sono effetti sperimentali pubblici, non vantaggi personali. Nel 1905 scrisse che, poiché la parola era stata rapita, ne avrebbe coniata un'altra abbastanza brutta da essere al sicuro dai rapitori: pragmaticismo. La parola non piacque a nessuno e la usò soltanto lui; il gesto però dice bene la distanza fra i due. Va aggiunto che il termine ha in italiano un'eco che in inglese non ha. Pragmatico, nell'uso comune, significa concreto in opposizione a teorico, e spesso disinvolto in fatto di principi. Il greco prâgma, da cui viene, significa cosa fatta, azione, faccenda. Nessuno dei pragmatisti sostenne che convenga essere spregiudicati.