La crepa

preferire

L'atto immediato in cui la gerarchia dei valori si dà. Non presuppone una scala già nota: è il luogo in cui la scala compare.

Compare in volume VII

Dove viene aperta

Volume VII · 10. I valori si sentono

Il punto tecnico su cui poggia tutta l'etica di Scheler è un atto che nessuno aveva descritto: il preferire. Preferire non è scegliere. La scelta riguarda le azioni ed è deliberata; il preferire riguarda i valori ed è immediato. E soprattutto, il preferire non presuppone la conoscenza di una scala, ed è l'atto in cui la scala si dà. Non ho prima in mente una gerarchia e poi ne applico i risultati; è nel preferire che colgo che una cosa vale più di un'altra. Scheler ne ricava cinque criteri con cui riconoscere un valore superiore, e sono verificabili. Un valore è tanto più alto quanto più dura; quanto meno è divisibile — il piacere di una torta si divide fra i commensali, la bellezza di un quadro no, e chi lo guarda non ne toglie a nessuno; quanto meno è fondato su altri valori; quanto più profonda è la soddisfazione che dà; e quanto meno è relativo a un portatore particolare. Da questi criteri esce una gerarchia in quattro piani: i valori del gradevole e dello sgradevole; quelli vitali, del nobile e del volgare, della salute e della malattia; quelli spirituali — il bello, il giusto, il vero; e infine quelli del sacro. E ne esce una diagnosi delle epoche. Un'epoca si giudica non dai valori che proclama, ma da quelli su cui regola effettivamente le proprie preferenze. Scheler riteneva che la propria mettesse i valori vitali sopra quelli spirituali, e che questo fosse il suo tratto distintivo.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VII · 10. I valori si sentono

L'atto immediato in cui la gerarchia dei valori si dà. Non presuppone una scala già nota: è il luogo in cui la scala compare.