pretese di validità
Verità, correttezza normativa e sincerità: le tre pretese che ogni atto linguistico serio avanza insieme e che possono essere contestate separatamente.
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Volume VIII · 16. Il migliore argomento
Il concetto che regge l'intero sistema è di una semplicità disarmante, e conviene ricostruirlo su un esempio banale. Qualcuno dice a un collega: «potresti portarmi un bicchiere d'acqua?». Con quella frase, sostiene Habermas, avanza contemporaneamente tre pretese, e ciascuna può essere contestata separatamente. Che ciò che dice sia vero riguardo al mondo dei fatti — che l'acqua ci sia, che il rubinetto funzioni. Il collega può obiettare: non c'è acqua. Che ciò che chiede sia giusto riguardo al mondo sociale, cioè legittimo nel rapporto fra i due. Il collega può obiettare: non sono il tuo cameriere. Che chi parla sia sincero riguardo al proprio mondo interiore, cioè voglia davvero ciò che chiede. Il collega può obiettare: mi stai prendendo in giro. Il punto è che queste tre pretese vengono avanzate sempre, anche quando nessuno le formula, e che chi le contesta ha diritto a una risposta. Chi risponde «perché sì» ha smesso di comunicare e ha cominciato a comandare. Il che significa che dentro il linguaggio ordinario, nel gesto più comune del mondo, è già inscritto un impegno: quando si parla per intendersi, ci si obbliga a rispondere con ragioni. Da qui la mossa decisiva. Chi discute non può fare a meno di presupporre una situazione in cui tutti gli interessati possano partecipare, nessuno sia escluso, chiunque possa mettere in questione qualsiasi affermazione, e l'unica forza in campo sia quella dell'argomento migliore. Quella situazione non esiste mai; ma la si presuppone ogni volta che si argomenta sul serio, altrimenti non si starebbe argomentando. Ne segue la risposta allo scettico, che è un argomento e non una professione di fede: chi sostiene con argomenti che nessuna norma può essere giustificata razionalmente sta usando, per sostenerlo, esattamente ciò di cui nega l'esistenza. Habermas chiama questo tipo di errore una contraddizione performativa, e ne fa lo strumento con cui contesta l'intera linea del capitolo tredicesimo — e, come il capitolo ventunesimo mostrerà, un'altra ancora.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
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Verità, correttezza normativa e sincerità: le tre pretese che ogni atto linguistico serio avanza insieme e che possono essere contestate separatamente.