psyché
ψυχή
Da «soffio vitale» omerico a sede dell'intelligenza e del carattere: ciò che una persona veramente è. Con Socrate questo significato diventa centrale, benché non sia solo suo.
Compare in volume I
Dove viene aperta
Volume I · 9. L'uomo che non scrisse niente
ψυχή, prima di Socrate, significava soprattutto soffio vitale: ciò che se ne va con l'ultimo respiro e scende nell'Ade, dove conduce un'esistenza di ombra svanita e priva di coscienza. Nell'Odissea le anime dei morti sono voci deboli che devono bere sangue per riuscire a parlare. Con i pitagorici e l'orfismo la parola acquista peso: l'anima è ciò che trasmigra, e vale più del corpo che la ospita. Con Socrate questo significato passa in primo piano e diventa il centro di tutto — che il salto sia interamente suo è tesi discussa, perché già Eraclito e Democrito usano la parola in quel senso. Ma è con lui che la psyché diventa stabilmente la sede dell'intelligenza e del carattere: è ciò che una persona è veramente, il soggetto delle sue scelte e il luogo dove si decide se la sua vita valga. Da qui l'imperativo che attraversa tutti i dialoghi: aver cura dell'anima più che del corpo e delle ricchezze. Il fatto che oggi ci sembri ovvio che ciascuno di noi «abbia un'interiorità» che conta più dei suoi beni misura quanto quella mossa abbia funzionato.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume I · 9. L'uomo che non scrisse niente
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Da «soffio vitale» omerico a sede dell'intelligenza e del carattere: ciò che una persona veramente è. Con Socrate questo significato diventa centrale, benché non sia solo suo.