Dove viene aperta
Volume VI · 27. Il miracolo e la discarica
Il latino realis è un termine tecnico della scolastica, coniato da res, cosa: reale è ciò che appartiene alla cosa in sé e non al modo in cui la si pensa. Il volume terzo ha raccontato la controversia in cui la parola fu forgiata — se gli universali abbiano una realtà fuori dalla mente — e da lì viene l'etichetta di realismo, che allora significava qualcosa di quasi opposto a ciò che significa oggi. Nel senso medievale il realista è chi crede che le specie e i generi esistano indipendentemente dal pensiero; il nominalista è chi ritiene che esistano soltanto individui e nomi. Nel senso di questo capitolo il realista è chi crede che esistano gli inosservabili postulati dalle teorie — cioè, curiosamente, chi popola il mondo di più cose, che è la stessa mossa. C'è però una differenza che vale la pena isolare, ed è quella che rende la questione moderna diversa da quella medievale. La disputa scolastica riguardava enti di cui nessuno pensava di poter fare esperienza in nessun caso. La disputa contemporanea riguarda enti che si manipolano, che si contano, di cui si misurano proprietà con dodici cifre — e che tuttavia non si vedono. È la ragione per cui l'argomento di Hacking ha convinto molti: sposta la questione da che cosa si possa vedere a che cosa si possa fare, e in laboratorio si fanno cose con gli elettroni ogni giorno.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume IV · 30. Tutto ciò che è reale
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Non tutto ciò che esiste, ma ciò che ha consistenza ed esprime la propria natura. La distinzione regge l'intera frase sul razionale e il reale.