senso
Il tedesco Sinn traduce il latino sensus, che a sua volta rendeva un ventaglio di termini greci, e la parola porta con sé un'ambiguità che questo capitolo sfrutta: significa insieme il significato di un'espressione e la direzione...
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Volume VI · 13. Il libro scritto in trincea
Il tedesco Sinn traduce il latino sensus, che a sua volta rendeva un ventaglio di termini greci, e la parola porta con sé un'ambiguità che questo capitolo sfrutta: significa insieme il significato di un'espressione e la direzione di un movimento — il senso di marcia. Wittgenstein usa entrambi. Una proposizione ha senso in quanto punta a uno stato di cose, come una freccia punta in una direzione; e ha senso perché può essere confrontata con il mondo per vedere se le cose stanno così. Da qui la distinzione tripartita su cui il libro si regge, e che va tenuta ferma perché è la fonte di ogni equivoco. Una proposizione sensata dice qualcosa che può essere vero o falso. Una proposizione priva di senso — le tautologie della logica — è vera comunque, e proprio per questo non dice nulla: non è difettosa, è vuota. Una proposizione non-sensata è quella che pretende di dire ciò che non si lascia dire, e la maggior parte della filosofia sta lì. Il capitolo seguente mostrerà che cosa succede quando qualcuno prende la terza categoria e la usa come un'arma, dimenticando che il libro che gliel'ha fornita si mette per primo dentro quella categoria.