serie
Pluralità in cui ciascuno è intercambiabile e considera gli altri come concorrenti, legati da un oggetto esterno e non da un progetto: una coda, un mercato, un pubblico.
Compare in volume VII
Dove viene aperta
Volume VII · 20. Il pratico-inerte
Il secondo concetto per cui quel libro si legge ancora descrive un modo di stare insieme che tutti conoscono e che nessuno aveva analizzato. Alla fermata dell'autobus ci sono dieci persone. Sono insieme? In un senso sì: hanno tutte lo stesso scopo, sono nello stesso posto, e ciascuna considera le altre. Ma il modo in cui le considera è come concorrenti: se l'autobus è pieno, ognuna in più è una in meno che sale. Ciascuno è là in quanto intercambiabile — chiunque altro potrebbe stare al suo posto — e il loro legame è fornito da un oggetto esterno, l'autobus, non da un progetto comune. Sartre chiama serie questa forma di pluralità, e sostiene che sia il modo normale di esistere delle società moderne: un pubblico televisivo, un mercato, un'opinione pubblica, una coda, un elettorato sono serie. Ciascuno vi è solo insieme agli altri, e la propria condotta è determinata da ciò che gli altri faranno senza che si sia mai deciso nulla insieme. Il contrario è il gruppo in fusione, e Sartre lo descrive prendendo la presa della Bastiglia. In una situazione in cui la serie è minacciata da un pericolo comune, la struttura si rovescia: ciascuno smette di vedere negli altri concorrenti e comincia a vedervi la stessa cosa che è lui, e il gruppo agisce come un individuo, senza capi e senza organizzazione. La parte più amara dell'analisi riguarda ciò che accade dopo. Il gruppo in fusione non dura: per non dissolversi si dà regole, giuramenti, sanzioni; diventa organizzazione, poi istituzione, poi burocrazia — e a quel punto è tornato una serie, con in più un apparato. Sartre chiama fraternità-terrore il legame che tiene insieme un gruppo che teme di sciogliersi, e la sua descrizione è la miglior spiegazione filosofica del perché le rivoluzioni divorino i propri figli.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
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Pluralità in cui ciascuno è intercambiabile e considera gli altri come concorrenti, legati da un oggetto esterno e non da un progetto: una coda, un mercato, un pubblico.