simbolo
Nell'uso corrente un simbolo è un'immagine che sta per qualcos'altro: la bilancia per la giustizia, la colomba per la pace. In Cassirer la parola ha un senso più largo e più tecnico, e chi la legge nel senso corrente non capisce il libro. S...
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Volume V · 9. Le forme simboliche
Nell'uso corrente un simbolo è un'immagine che sta per qualcos'altro: la bilancia per la giustizia, la colomba per la pace. In Cassirer la parola ha un senso più largo e più tecnico, e chi la legge nel senso corrente non capisce il libro. Simbolico, qui, è ogni caso in cui un sensibile porta un senso. Una parola pronunciata è un simbolo; un'equazione è un simbolo; un rito è un simbolo; una moneta è un simbolo. Il tratto comune non è la somiglianza — le parole non assomigliano alle cose — ma il fatto che qualcosa di percepibile funzioni come veicolo di qualcosa che non lo è. Cassirer chiama pregnanza simbolica il fatto che questa doppia natura non si scomponga mai davvero: non si sente prima un rumore e poi lo si interpreta come parola. Chi conosce una lingua sente parole; chi non la conosce sente rumori; e nessuno dei due sente un rumore più un'interpretazione. Vale la pena notare quanto questa osservazione somigli a ciò che, negli stessi anni e con un vocabolario del tutto diverso, sostiene la fenomenologia: che l'esperienza non si compone di dati sensoriali a cui il senso venga aggiunto. Il volume settimo lo ritroverà nel capitolo sul corpo percipiente.