La crepa

sospetto

Nel 1965 un filosofo francese, di cui il volume settimo racconterà l'opera, mise insieme tre autori che non avevano quasi nulla in comune e li chiamò maestri del sospetto: Marx, Nietzsche e Freud. Il tratto comune che individuava è una...

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Volume V · 19. Il disagio

Nel 1965 un filosofo francese, di cui il volume settimo racconterà l'opera, mise insieme tre autori che non avevano quasi nulla in comune e li chiamò maestri del sospetto: Marx, Nietzsche e Freud. Il tratto comune che individuava è una mossa. Tutti e tre trattano la coscienza come un testo che dice qualcosa e ne nasconde un altro, e tutti e tre sostengono che ciò che qualcuno crede di pensare vada spiegato con qualcosa che non pensa: i rapporti di produzione, la volontà di potenza, il desiderio rimosso. Interpretare, per loro, significa non credere a ciò che il testo dichiara. La formula ha avuto una fortuna enorme e va usata con cautela, per due ragioni. La prima è che i tre lo fanno in modi incompatibili, e ciascuno considererebbe gli altri due ingenui: per Marx la psicologia individuale è un effetto, per Nietzsche l'economia è un sintomo, per Freud entrambe le cose sono derivate. La seconda riguarda l'uso che se ne fa oggi. Il sospetto è uno strumento potente e ha un difetto strutturale: si applica facilmente a chiunque e non si applica volentieri a sé. Chi impara a spiegare le convinzioni altrui con gli interessi o con le nevrosi impara anche a non discuterle più, e questo — nel secolo che comincia con l'ultimo capitolo di questo volume — ha avuto conseguenze politiche che nessuno dei tre avrebbe approvato.