La crepa

supplemento

Termine di Rousseau che vale insieme aggiunta e sostituto. Ciò che un testo dichiara accessorio si rivela, nel testo stesso, la condizione di ciò a cui si aggiungeva.

Compare in volume VII

Dove viene aperta

Volume VII · 30. La lettera muta

La parola viene da Rousseau, e Derrida la sceglie perché in francese ne fa due contemporaneamente. Un supplemento è un'aggiunta: qualcosa che si somma a un insieme già completo, come il supplemento di un giornale o un supplemento di indagine. Ma è anche un sostituto: ciò che sta al posto di qualcosa che manca, come chi supplisce un insegnante assente. I due sensi si escludono — nel primo caso ciò a cui si aggiunge è pieno, nel secondo è mancante — e Rousseau li usa entrambi senza accorgersene. Rousseau chiama supplemento la scrittura rispetto alla parola, l'educazione rispetto alla natura, la società rispetto allo stato naturale, e una pratica sessuale solitaria rispetto al rapporto con qualcuno. Ogni volta il supplemento è descritto come un'aggiunta esteriore e superflua a qualcosa che stava benissimo da solo; e ogni volta, poche pagine dopo, si scopre che senza quel supplemento la cosa non funzionerebbe affatto — che la natura ha bisogno dell'educazione, che nessuno ha mai visto lo stato di natura, che la parola senza scrittura si perde. Derrida chiama logica del supplemento questa struttura, e ne fa lo strumento principale del suo lavoro. Consiste nel prendere il termine che un testo dichiara accessorio e mostrare, nel testo stesso, che nulla funzionerebbe senza di esso. Il gesto non contraddice l'autore dall'esterno: usa contro di lui ciò che lui ha scritto, di solito nelle pagine in cui si sente più al sicuro.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VII · 30. La lettera muta

Termine di Rousseau che vale insieme aggiunta e sostituto. Ciò che un testo dichiara accessorio si rivela, nel testo stesso, la condizione di ciò a cui si aggiungeva.