La crepa

asimmetria

Nessun numero finito di casi verifica una legge universale, ma un solo caso contrario la smentisce. È la base logica del falsificazionismo.

Compare in volume VI e volume VII

Dove viene aperta

Volume VII · 26. Il volto

Il punto che distingue Lévinas da tutte le etiche precedenti è che la relazione che descrive non è reciproca, e la cosa va detta con esattezza perché suona ingiusta. Le morali che questa serie ha raccontato poggiano quasi tutte su una reciprocità: la regola d'oro, il contratto, il riconoscimento reciproco, l'imperativo che vale per chiunque. In Lévinas la struttura è diversa: io sono responsabile dell'altro, e non in cambio di qualcosa; sono responsabile senza che questo implichi che lui lo sia di me. Anzi: che lui sia responsabile di me, scrive, è affar suo. E arriva a formule volutamente eccessive: sono responsabile persino della responsabilità altrui; sono ostaggio; sono in debito prima di aver contratto qualsiasi debito. Sembra assurdo finché non si guarda che cosa descrive, e cioè la struttura di ogni obbligazione realmente sentita: chi si sente responsabile di qualcuno non fa un calcolo di reciprocità, e nel momento in cui lo fa non si sente più responsabile — si sente creditore. Il genitore verso un neonato, il medico verso un paziente, chiunque abbia mai raccolto qualcuno per strada: la relazione è asimmetrica in partenza, e diventerebbe un'altra cosa se non lo fosse. Lévinas aggiunge un correttivo che i suoi lettori dimenticano spesso. L'asimmetria vale nel rapporto a due; ma gli altri sono molti, e le loro pretese confliggono. Quando compare il terzo — cioè sempre — nasce il bisogno di confrontare, misurare, decidere chi ha ragione: nasce la giustizia, nascono le istituzioni, nasce la politica. La giustizia è dunque necessaria e deriva; ed è sempre a rischio di dimenticare da dove viene.

Come la richiudono le mappe di fine capitolo

Volume VI · 16. Che cosa non è scienza

Nessun numero finito di casi verifica una legge universale, ma un solo caso contrario la smentisce. È la base logica del falsificazionismo.

Volume VII · 26. Il volto

La struttura non reciproca della responsabilità: sono responsabile dell'altro senza contropartita, e che lui lo sia di me è affar suo.