determinazione
Il passaggio dalla legge naturale alla legge positiva per scelta fra opzioni non dettate dalla natura. Fonda insieme l'universalità della morale e la varietà legittima degli ordinamenti.
Compare in volume III
Dove viene aperta
Volume III · 9. La legge che si scopre
In latino determinatio, da terminus, il confine: fissare i limiti di qualcosa che era lasciato indeterminato. Tommaso prende il termine dall'architettura e lo dichiara. La forma generale di casa, spiega, va determinata a questa o a quella figura di casa: quello lo fa l'architetto, e una volta determinato non è più indifferente, perché la casa è quella. Applicato al diritto, il concetto risolve un problema che sembra insolubile. Se la morale è universale, come possono esistere ordinamenti diversi tutti legittimi? E se gli ordinamenti sono convenzioni, in nome di che cosa si giudica un ordinamento ingiusto? La determinazione dà una risposta a due piani. Alcune cose sono richieste dalla natura delle cose, e su quelle non si tratta. Moltissime altre sono scelte necessarie e non obbligate: bisogna guidare a destra o a sinistra, e nessuna delle due è più naturale; ma una volta scelta, guidare contromano non è un'opinione. È, con settecentocinquanta anni di anticipo, la distinzione fra ciò che un ordinamento non può decidere e ciò che deve decidere. E il diritto contemporaneo la usa continuamente senza sapere da dove venga: quando una corte distingue fra un diritto fondamentale e la sua disciplina attuativa, sta facendo esattamente questo.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume III · 9. La legge che si scopre
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Il passaggio dalla legge naturale alla legge positiva per scelta fra opzioni non dettate dalla natura. Fonda insieme l'universalità della morale e la varietà legittima degli ordinamenti.