digressione
L'interruzione dichiarata della parafrasi per inserire un trattato proprio. È il luogo tecnico in cui, dentro un commento, si dice qualcosa di nuovo.
Compare in volume III
Dove viene aperta
Volume III · 4. Il maestro universale
È un termine tecnico, e nei manoscritti di Alberto compare come un titolo: digressio declarans..., digressione che spiega tale cosa. Serve a capire come si pensava dentro un commento. La parafrasi segue il testo dell'autore e ne riformula il contenuto: chi la scrive non è libero di dire quel che vuole, perché il suo compito è rendere intelligibile un altro. Quando però il commentatore ha qualcosa di proprio da dire — una tesi che Aristotele non sostiene, una questione che il testo solleva senza risolverla, un'obiezione contemporanea da affrontare — apre una digressione: interrompe l'esposizione, avverte che si tratta di materiale suo, e scrive un piccolo trattato dentro il libro. Alberto ne apre a decine. Alcune sono lunghe quanto il capitolo che interrompono, e sono la parte più originale della sua opera. È utile saperlo perché smonta un pregiudizio. Si dice spesso che il pensiero medievale sia servile perché si esprime commentando; ma il commento è un formato, e non una gabbia. Chi lo pratica sa esattamente dove mettere il proprio: in una digressione, in una questione, in una risposta a un'obiezione. Il lettore contemporaneo sapeva riconoscerli. Chi legge oggi un articolo scientifico sa distinguere la rassegna della letteratura dai risultati nuovi, e non ne conclude che gli scienziati non pensino. È lo stesso.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
- Volume III · 4. Il maestro universale
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L'interruzione dichiarata della parafrasi per inserire un trattato proprio. È il luogo tecnico in cui, dentro un commento, si dice qualcosa di nuovo.