La crepa

fatto

Il latino factum è il participio di facere: è, alla lettera, ciò che è stato fatto. La parola nasce dentro il campo semantico dell'azione, non della constatazione. Questa origine si è conservata nelle lingue romanze e nell'inglese —...

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Volume VI · 22. Chi paga il laboratorio

Il latino factum è il participio di facere: è, alla lettera, ciò che è stato fatto. La parola nasce dentro il campo semantico dell'azione, non della constatazione. Questa origine si è conservata nelle lingue romanze e nell'inglese — fact viene dallo stesso participio — ed è passata quasi inosservata finché non è stata usata come argomento. Il volume quarto ha visto Vico ricavarne una tesi: si conosce con certezza solo ciò che si è fatto, e per questo la storia è conoscibile e la natura no. Il verum ipsum factum gioca esattamente su questa etimologia. Nel linguaggio scientifico moderno la parola si è però caricata del senso opposto: un fatto è ciò che sta lì indipendentemente da chiunque, il termine di paragone rispetto a cui le opinioni si misurano. È la nozione che regge tutto il volume, dal capitolo nono in poi. La provocazione di questo capitolo consiste nel riportare alla superficie l'etimologia e prenderla sul serio: se un fatto scientifico è ciò che risulta al termine di un processo di produzione, allora è fatto nel senso pieno. La forza dell'argomento è che il processo è documentabile; il suo limite è che dal fatto che un enunciato sia prodotto non segue che ciò di cui parla lo sia. Distinguere le due cose è, in questa letteratura, il punto su cui si separano gli autori seri dagli altri.