formale
Che dipende solo dalla configurazione dei segni e non dal loro contenuto. È la proprietà che rende le regole applicabili da una macchina.
Compare in volume VI
Dove viene aperta
Volume VI · 6. Il programma e il teorema
Il latino forma traduce il greco morphé e eîdos, e il volume primo ha raccontato che cosa significasse in Aristotele: ciò che rende una cosa quella che è, in contrapposizione alla materia di cui è fatta. Il senso moderno conserva l'opposizione e ne rovescia il valore. «Formale» qui significa che dipende solo dalla configurazione dei segni, e non da ciò di cui essi parlano. Un sistema formale è un insieme di segni, regole per combinarli e regole per passare da una combinazione all'altra: e la sua caratteristica decisiva è che le regole si possano applicare senza capire nulla del contenuto. Questa è, alla lettera, la premessa dell'informatica. Una macchina non capisce, esegue: e può eseguire perché le regole sono formali. Il capitolo seguente racconta l'uomo che se ne accorse per primo. Va segnalato l'equivoco che la parola produce nel linguaggio comune, dove «formale» significa esteriore, di facciata, contrapposto a sostanziale. Qui è il contrario: la forma è la sostanza, ed è l'unica cosa che si può controllare senza fidarsi dell'intuizione di chi ragiona. L'intera vicenda di questo capitolo consiste nel prendere quella promessa sul serio fino a scoprire dove finisce.
Come la richiudono le mappe di fine capitolo
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Che dipende solo dalla configurazione dei segni e non dal loro contenuto. È la proprietà che rende le regole applicabili da una macchina.