lectio
Significa semplicemente lettura, e in questo secolo indica due pratiche che si stanno separando e che non si riuniranno più. Nel monastero la lectio divina è un esercizio lento. Si legge ad alta voce, o mormorando; si ripete; si manda...
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Volume II · 24. La scala e la visione
Significa semplicemente lettura, e in questo secolo indica due pratiche che si stanno separando e che non si riuniranno più. Nel monastero la lectio divina è un esercizio lento. Si legge ad alta voce, o mormorando; si ripete; si manda a memoria; si rumina — è il verbo che usano — perché lo scopo non è capire il testo ma esserne modificati. Un monaco può passare un anno su un libro biblico. La misura del successo è che cosa diventa chi legge. Nella scuola la lectio è un'altra cosa: è la lezione. Il maestro legge il testo, lo spiega, ne solleva le difficoltà, e da lì nascono le quaestiones. Il testo è un punto di partenza per un problema, e la misura del successo è se il problema viene risolto. Le due pratiche coesistono per tutto il dodicesimo secolo, spesso nelle stesse persone. Poi divergono, e non per ragioni di principio. Divergono perché la seconda si può organizzare. Si può stabilire un programma, un calendario, un numero di anni; si possono esaminare gli studenti; si può rilasciare un titolo che vale altrove. La prima no: nessuno può certificare che qualcuno sia stato trasformato da un salmo. Da questo dettaglio amministrativo dipende buona parte di quel che segue. Ciò che si può esaminare si può insegnare a molti; ciò che non si può esaminare resta affare di pochi, e finisce ai margini.