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Il tedesco distingue Körper e Leib, e la distinzione è il punto di partenza di mezzo secolo di filosofia. Körper è il corpo come oggetto fisico: una cosa estesa, con un peso, una temperatura e una posizione, che si può misurare, r...
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Volume VII · 4. Chi è l'io che resta
Il tedesco distingue Körper e Leib, e la distinzione è il punto di partenza di mezzo secolo di filosofia. Körper è il corpo come oggetto fisico: una cosa estesa, con un peso, una temperatura e una posizione, che si può misurare, radiografare e sezionare. È il corpo di cui parlano la fisiologia e la medicina, ed è ciò che il volume quarto ha visto Cartesio contrapporre al pensiero. Leib è il corpo che io sono e da cui vivo: quello che sente, che si muove senza che io debba comandarlo pezzo per pezzo, che situa ogni cosa a destra o a sinistra, sopra o sotto, vicino o lontano — e che è il punto zero rispetto a cui tutte queste parole significano qualcosa. Nessuno può descrivere il proprio Leib dall'esterno, perché per farlo dovrebbe uscirne. L'italiano ha soltanto corpo, e i traduttori hanno provato di tutto: corpo proprio, corpo vissuto, carne. Nessuna soluzione è buona, e il lettore italiano farà bene a tenere a mente che dove il testo dice corpo si sta quasi sempre parlando di due cose diverse. La distinzione ha una conseguenza clinica che il capitolo trentottesimo riprenderà: certe malattie consistono precisamente nel fatto che il Leib diventa Körper — che il proprio corpo comincia a presentarsi come una cosa da gestire invece che come ciò da cui si vive.