lógos, seconda comparsa
Abbiamo incontrato il λόγος con Eraclito, dove era la misura impersonale del divenire. Gli stoici lo riprendono ed è quasi la stessa cosa — ma con due aggiunte che pesano. La prima: il lógos stoico è provvidente. Non si limita a regolar...
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Volume I · 16. Il portico
Abbiamo incontrato il λόγος con Eraclito, dove era la misura impersonale del divenire. Gli stoici lo riprendono ed è quasi la stessa cosa — ma con due aggiunte che pesano. La prima: il lógos stoico è provvidente. Non si limita a regolare, dispone per il meglio; e questo apre il problema del male, che gli stoici furono i primi ad affrontare in modo sistematico, con argomenti che la teologia cristiana riprenderà quasi intatti. La seconda: il lógos è in noi. Ciascun essere umano ne possiede una scintilla, e questa è la ragione per cui tutti gli uomini sono parenti — schiavi compresi. È la base filosofica dell'uguaglianza morale, in un mondo che praticava la schiavitù senza porsi domande. Con queste due aggiunte, la parola era pronta per il passaggio successivo. Quando l'autore del Vangelo di Giovanni scrive che in principio era il lógos, ogni lettore colto del Mediterraneo riconosce un termine che a quel punto significa insieme ordine del mondo, ragione divina e principio presente in ogni uomo.